Un Capodanno alternativo

Quest’anno abbiamo voluto salutare il 2017 benedicendo Dio per tutto quello che ci ha donato e con la fiducia in quello che vuole ancora realizzare nella nostra vita. La veglia di preghiera si è articolata in quattro momenti per ognuno dei quali ci è stata offerta una riflessione per giungere ad una più profonda comprensione, nella fede, del momento spirituale che ci accingevamo a vivere.

I momento (cappellina san Silvestro)
Siamo stati condotti a fare memoria, riflettendo sui momenti salienti dell'anno appena trascorso, su quali sono state le eventuali felicità effimere cercate durante l'anno e quindi su come abbiamo impiegato il tempo datoci nel 2017. Un invito non solo a non lamentarsi sterilmente ricordando solo le cose che ci sono apparse contrarie, quanto piuttosto a riconoscere la mano di Dio ovunque, anche dietro gli eventi che ci sembrano più inauditi o ingiusti. Perché Dio è Padre che corregge chi ama, e che volge tutto al bene per coloro che Lo amano. Imparare ad accettare tutto come proveniente direttamente o indirettamente dalle Mani di Dio.  Si matura così un senso di lode e gratitudine profonda al Signore per ogni evento della nostra vita perché tutto è grazia. È importante imparare a contare i propri giorni per acquisire la sapienza del cuore. Il tempo è un dono prezioso di Dio che non va sprecato.E ogni attimo di vita non impiegato per amare Dio ed i nostri fratelli è tempo perso. Solo di fronte alla morte facciamo verità su noi stessi, occorre ricordare che alla sera della nostra vita saremo giudicati sull'amore.


II momento (pozzo di san Francesco)
Abbiamo meditato l'incontro personale avuto con il Signore:  partendo dal miracolo della Cana francescana, ci è stato ricordato che tutti noi abbiamo dell'acqua da versare nelle giare perché Gesù ce la trasformi in vino di festa. Il bacio di Francesco al lebbroso, dato vincendo sé stesso per la ripugnanza che provava, gli trasformò in dolcezza quello che gli sembrava solo amarezza, siamo stati così invitati anche noi a non assecondare la nostra volontà bensì a cercare sempre quella di Dio. Dobbiamo imparare a guardare alla nostra lebbra senza vergognarcene perché è proprio la nostra miseria umana il luogo di incontro con Dio che si è fatto uomo, in Cristo, proprio come noi per redimerci. Il luogo privilegiato di incontro con il Signore non può essere auspicato in un ideale di perfezione, umanamente impossibile da conseguire, magari credendo di riuscirvi seguendo pedissequamente i riti ed i precetti, come i farisei, ma poi tradendo Gesù ed il Suo comandamento dell'amore. Si incontra la Misericordia solo con la miseria. Per seguire Cristo occorre vincere sé stessi, superare quello che disgusta la nostra umanità, in un esodo salvifico dal proprio io e dalla propria logica e in una spoliazione davanti a Dio che è liberazione da ogni maschera e ipocrisia per lasciarci raggiungere da Lui, unica Salvezza.

III momento (refettorietto di san Bernardino)
È stata l’occasione per essere aiutati a comprendere dapprima quanto sia importante il silenzio come momento di attenzione a Gesù che passa, per rallentare i tempi e viverli in profondità, quasi con anima contemplativa. Poi la riflessione si è rivolta alla restituzione del bene ricevuto. La grazia del cibo spirituale e materiale che riceviamo, grazia che riceviamo sempre immeritatamente, divenga sorgente di altrettanta grazia per i nostri fratelli, parte integrante del nostro corpo. Il servizio ai fratelli sia sempre sollecito come se fossimo noi stessi ad averne bisogno. Ed il senso del servizio è dato dal fatto che solo a due a due si cammina verso Dio. E sfamando io sfamo, dissetando sono dissetato perché amando sono amato. Nell'ultimo giorno il Signore ci giudicherà sul bene compiuto, tutto quello che avremo fatto ad uno dei Suoi piccoli, lo avevamo fatto a Lui.


IV momento (chiesa)
Siamo infine giunti in chiesa cantando "servire è regnare", amare è servire e servire è roba da Re. Solo chi ama serve, solo chi ama si fa piccolo, si abbassa, chi è più grande si fa servo di tutti lavando i piedi a ciascuno, senza distinzioni, chi serve ha un cuore regale come il Figlio di Dio che ha scelto di nascere dal basso. Adorando il Santissimo Sacramento esposto sull'altare abbiamo fatto un atto comunitario di consacrazione alla Madre di Dio, affidandoci a Lei come bambini svezzati tra le braccia della madre, per seguire il Figlio ovunque vada, certi che qualunque cosa ci accada, abbiamo in Cielo un Padre e una Madre da cui siamo infinitamente amati e custoditi.


Maria Letizia

                                 

                                 

                                  

                                  

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