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Ritiro ad Assisi
per ricevere il Perdono di Dio

Lungo la strada che da Perugia conduceva a Santa Maria degli Angeli, in una fredda giornata d’inverno, frate Leone chiese a San Francesco cosa fosse la Perfetta Letizia. Allora il Santo d’Assisi, povero negli abiti e negli averi, ma ricco in fede e in vivacità intellettuale, rispose che la Perfetta Letizia è quella gioia incontrollata, incomprensibile, che un uomo riesce a provare nonostante le angherie, le ingiustizie, le difficoltà della vita: “… quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia e busseremo alla porta del convento… e loro non ci riconosceranno e non apriranno il portone… lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame… se noi tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza… scrivi che questa è Perfetta Letizia!” 

Qualche giorno fa un gruppo di bambini, genitori, catechisti e frati, ha bussato al “portone” del convento... Sono stati riconosciuti, accolti e “coccolati”. Hanno provato una grande gioia che, pur non scaturendo da torti e sofferenze, aveva qualcosa di magico, di “perfetto”… Si ,quella era Letizia…, Perfetta Letizia! Ma iniziamo a raccontare dal principio… Domenica 26 maggio i bambini di Vasciano, che il prossimo anno riceveranno il sacramento dell’Eucarestia, sono stati protagonisti di una giornata speciale: il Ritiro ad Assisi! La mattinata non prometteva nulla di buono… il cielo era grigio e carico di pioggia, la temperatura, tipica della stagione autunnale, era ben lontana dall’essere l’ideale per una gita fuori porta. Ma due gocce di pioggia non hanno spento il fuoco che ardeva dentro ai cuori di Giuseppe, Aurora, Leonardo e Tommaso, super felici ed emozionati di trascorrere del tempo insieme alle proprie famiglie, alle catechiste e a due “ciceroni” d’eccezione, Frate Claudio e Frate Luca. La prima tappa è stata l’Eremo delle Carceri; un luogo incantato, sospeso fra le nuvole, immune dall’avanzare della tecnologia e del progresso. Conserva infatti un aspetto selvatico, ameno, intatto nella sua bellezza primordiale… E noi di quel luogo, tanto caro a San Francesco, ci  siamo subito innamorati! Un vero e proprio colpo di fulmine forse perché ci ha ricordato il nostro caro Speco e la sua magica atmosfera. E magico è stato tutto ciò che abbiamo vissuto in quel luogo… la Messa celebrata con passione da frate Claudio, la passeggiata fra le grotte e i sentieri in cui San Francesco amava pregare, le storie che frate Luca, con dolcezza e pazienza, ha raccontato ai bambini… E poi un momento davvero speciale: la Prima Confessione. Giuseppe, Aurora, Leonardo e Tommaso hanno sperimentato per la prima volta la gioia di guardarsi dentro imparando ad ascoltare la voce della propria coscienza per poi ricevere il dono più grande che nessun gioco ultratecnologico potrebbe mai eguagliare… e cioè il perdono di Dio. E dopo, un altro momento altrettanto atteso e bramato: il pranzo! Grazie all’ospitalità dei frati dell’eremo, abbiamo condiviso il pasto nella foresteria in un clima di convivialità e fratellanza. Nel primo pomeriggio, lasciato a malincuore l’Eremo delle Carceri, ci siamo diretti in un altro luogo speciale… Santa Maria degli Angeli. Qui, in una stanza messa a disposizione dalla Domus Pacis, Giuseppe, Aurora, Leonardo e Tommaso, con il supporto di noi catechiste e la partecipazione straordinaria dei fratellini più piccoli, sono stati i protagonisti di uno spettacolino ispirato alla parabola del “Figliol prodigo”. Lo spettacolo è stato un vero successo con tanto di genitori in delirio e standing ovation!!! Poi abbiamo varcato la soglia della Basilica di Santa Maria degli Angeli sotto lo sguardo amorevole della Madonnina tutta d’oro. E qui frate Claudio e frate Luca hanno fatto loro un regalo bellissimo: l’Affidamento alla Madonna. Nell’incanto della Porziuncola, un simpatico frate dalla voce calma e dallo sguardo vivace, ha affidato Giuseppe, Aurora, Leonardo e Tommaso alla protezione di Maria madre di Gesù, Madonna degli Angeli…     Il ritiro si è poi concluso con la visita al santuario. Frate Claudio e frate Luca ci hanno trasportati ai tempi di San Francesco accrescendo l’amore che già provavamo per il Poverello d’Assisi, così umile e romantico, che amava guardar le stelle e vivere a contatto con la natura per avere un rapporto vero e puro con Dio. Siamo tornati a casa sentendoci “diversi”, sereni e rilassati e forse più liberi. Abbiamo trascorso una giornata speciale, che non dimenticheremo mai! Una giornata vissuta in Perfetta Letizia!

Katia Bussetti

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