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Riflessione e momento di
preghiera ecumenica sul creato
al Sacro Speco

Martedì 24 settembre, nella meravigliosa cornice del piccolo chiostro dello Speco di Narni, le Chiese cristiane di Terni si sono date appuntamento per riflettere, vivere e celebrare la “Giornata del creato”. Abbiamo preparato questo incontro insieme al Pastore Pavel e a Padre Vasile rappresentanti delle chiese evangelica metodista di Terni e ortodossa di Terni. Tutti gli anni le chiese ci invitano a fermarci per ascoltare il grido della terra, per interrogarci sui nostri stili di vita e per contemplare e pregare. È il tempo del Creato, che va dal primo settembre al 4 ottobre. Tante iniziative ecumeniche in tutta Italia, per riflettere e pregare, quest'anno sul tema della biodiversità. Stiamo vivendo un momento molto difficile e di crisi, in questi giorni sta bruciando la foresta amazzonica ci sono continui allarmi per gli sconvolgimenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento globale. Le nuove generazioni ci chiamano in causa sulle nostre responsabilità attraverso appelli e manifestazioni in tutto il mondo, per la grave situazione ambientale. Tra qualche tempo si accenderanno i riflettori ancora una volta sulla realtà dell'Amazzonia con il sinodo che sarà celebrato a Roma. Partire da questo luogo caro a S. Francesco ci sembrava assai significativo, da qui si domina la conca ternana, siamo qui per ascoltare il grido di sofferenza che sale dalla nostra casa comune. Come non invocare da qui, pace alla città, alla natura a tutti gli esseri viventi?

Il primo saluto che San Francesco rivolgeva a coloro che incontrava per la strada consisteva nel augurare “pace e bene”, che qui equivale allo Shalom biblico: pienezza di vita, buona e bella!

La pace che lui desiderava non si limitava alle relazioni politiche e sociali. Cercavo una pace perenne con tutti gli elementi della natura, chiamandoli familiarmente con il nome di fratelli e sorelle. Specialmente la sorella madre Terra, la nostra casa comune che dovrebbe essere abbracciata con l’abbraccio di pace. Il primo biografo  del poverello di Assisi, Tommaso da Celano, riassume meravigliosamente il sentimento di rispetto profondo del mondo che invadeva Francesco, quando dice : quando mirava il sole, la luna, le stelle del firmamento, il suo animo si inondava di gaudio se vedeva distese di fiori, si fermava a predicare loro e li invitava a lodare amare Iddio, come esseri dotati di ragione, allo stesso modo le messi e le vigne, le pietre nelle selve, nelle belle campagne, le acque correnti e i giardini verdeggianti, la terra e il fuoco, l'aria e il vento con semplicità e purità di cuore invitava ad amare a lodare il Signore. Questo atteggiamento di rispetto e tenerezza lo portava a togliere i lombrichi dalle strade perché non fossero schiacciati dai passanti. Durante l'inverno dava il miele alle api perché non morissero di fame e di freddo. Chiedeva ai fratelli di non tagliare gli alberi dalle radici, nella speranza che potessero rigenerarsi. Perfino le erbacce avrebbero dovuto avere uno spazio riservato negli orti per poter sopravvivere, perché anche loro annunciano il dolcissimo Padre di tutti gli esseri. Per questo abbiamo voluto venire fin qua su allo speco di San Francesco per vivere insieme un momento di riflessione e di preghiera.

Il punto di partenza per la nostra riflessione sono alcuni passaggi dell'enciclica di Papa Francesco “Laudato si”. È la prima volta che un Papa affronta il tema dell'ecologia nel senso di un’ecologia integrale. La situazione attuale dunque è grave, ma Papa Francesco trova sempre motivi per avere speranza e fiducia che l'essere umano sarà in grado di trovare soluzioni realizzabili e noi vogliamo sostenere questa speranza; allora in breve anche noi vogliamo seguire il metodo indicato da papa Francesco: vedere - giudicare - agire - celebrare. In primo luogo fermandoci su alcuni passi che riguardano il tema di quest'anno sulla biodiversità. Si tratta della terza parte dell'enciclica a cui sono dedicati i numeri dal 32 al 42. Proprio al centro della Laudato si, c'è il tema della biodiversità Il versetto del salmo 104, è indicato come tema della giornata “quanto sono le tue opere signore. Le hai fatte tutte con saggezza. La terra è piena delle tue creature”. Il Papa oltre a fare iniziali considerazioni in termini scientifici, ci invita ad avere uno sguardo contemplativo a cui non sfugge la grave situazione attuale. Nell'enciclica però l'invito alla contemplazione della bellezza ci richiama alla grave responsabilità e alla minaccia che grava sulla biodiversità in una creazione in cui tutto è connesso, infatti ogni creatura ogni essere ed ogni specie vivente ha il suo grande valore anche nei legami con le altre. Intaccare o tagliare questa rete significa mettere a rischio alcune delle fondamentali strutture della vita con un comportamento irresponsabile. Quindi l’appello di Papa Francesco a coltivare e custodire la biodiversità come primo passo siamo chiamati dunque a convertirci facendoci custodi della terra e della biodiversità che là abita.

don Vincenzo Greco

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