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Nel cuore della notte per pregare

Pellegrinaggio notturno dei giovani della diocesi di Terni - Narni - Amelia
in onore del Poverello d'Assisi

Anche quest'anno si è tenuto il pellegrinaggio giovani nella notte del 3 ottobre, Transito di S.Francesco d'Assisi, patrono d'Italia. Per i giovani della Diocesi di Terni Narni Amelia è un appuntamento che da tanti anni ci caratterizza.
Il "pellegrinaggio" innanzitutto ricorda un passaggio, un percorso, un cambiamento, un Transito appunto: simboleggia in questa notte il passaggio di s.Francesco da questa terra al Cielo, alla vita eterna. E perché proprio ai giovani far organizzare e partecipare a un evento del genere,che a primo impatto sembrerebbe più un ricordo funebre?
Perché i giovani hanno nel cuore le domande della vita,quelle che contano,che ti smuovono e ti fanno camminare...perché non è una marcia funebre ma un inno alla vita, quella vera fondata sulla Speranza che camminando con Cristo non si può non essere gioiosi. I giovani hanno in cuore il germe della speranza, che troppo spesso nascondono, coprono dai rumori, evitano... per non pensare. Un'altra dimensione del pellegrinaggio appunto: il silenzio. Camminare, per alcuni tratti in silenzio,sotto al Cielo che,anche questa notte era cosparso di stelle... ritrovare e fare silenzio ormai sembra impossibile, eppure quando ne facciamo esperienza,ci sembra di rinascere perché forse sono gli unici momenti in cui fai davvero spazio al tuo cuore,a te stesso,al Signore. Ti accorgi che, sotto quel manto stellato, non sei tu il creatore di tutto e c'e' Qualcuno che ti ha pensato, che ti ha dato la vita e che ti sa stupire,ancora una volta ... il pellegrinaggio al Sacro Speco, luogo in cui s.Francesco cercava il silenzio, ci spinge ad entrare sempre di più in relazione con il Creato, con il fratello che hai accanto e soprattutto con il Creatore, perché senza questa relazione siamo condannati ad una vita che inevitabilmente si esaurirà con una marcia funebre... ma noi abbiamo gustato un sapore diverso, e vogliamo continuare a coltivarlo e perché no, anche a trasmetterlo agli altri... anche grazie a S.Francesco.

Michele

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