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Pellegrinaggio dei giovani
al Sacro Speco nella notte del
Transito di San Francesco

Nella notte tra il 3 e il 4 Ottobre ho avuto l’occasione di partecipare al pellegrinaggio nella notte del Transito di San Francesco, partendo dalla Chiesa di San Francesco a Narni per arrivare allo Speco di Narni dove si è tenuta poi la Messa in onore di San Francesco.

Questo lungo cammino è partito verso le 22.00 con un piccolo momento di preghiera nella chiesa di San Francesco in Narni, durante il quale abbiamo riflettuto sull’indole del giovane Francesco: un ragazzo molo gentile e brillante desideroso di ricercare la felicità pura, che non si limitasse a quella materiale. Nel corso della preghiera ho notato una piccola “frecciatina” sul nostro considerarci pellegrini nella vita, pur non conoscendo la meta, qual è lo “zaino della nostra vita” e se affronteremo questo cammino da soli o in compagnia.

Conclusosi il momento di preghiera, ci siamo messi lo zaino in spalla, ci siamo infilati tutti i vestiti pesanti e abbiamo iniziato a camminare verso la nostra destinazione. La partenza è stata affrontata con molta vivacità e gioia, inconsapevoli di quanto duro sarebbe stato camminare a notte inoltrata, e fin da subito sono partiti i primi discorsi tra amici/compagni e “sconosciuti”. Dopo circa 2/3 km, all’altezza di Santa Lucia di Narni, abbiamo fatto una piccola pausa volta a reidratarci e dedicata anche a un secondo momento di preghiera nel quale abbiamo ascoltato la vocazione che san Francesco ricevette nella Chiesa di San Damiano direttamente da Dio. Non so se vi era un fine specifico di riflessione personale, ma sentendo quella parte di vita del Santo, e intonando poi il canto di San Damiano, mi è arrivato un messaggio molto diretto: ogni uomo porta in cuore un sogno, ma solo con impegno, devozione e un cuore avverso alla rabbia si potrà realizzare. Successivamente abbiamo ripreso il viaggio, caratterizzato da uno slalom continuo tra le macchine che passavano e che, curiose, ci chiedevano: “ma cosa state facendo nel cuore della notte?”, dalla stanchezza sempre più evidente, ma scandita da un continuo scambio di idee tra compagni. Passati altri 3/4km si è tenuto un altro momento di preghiera, questa volta guidato da due letture diverse, ma molto simili: “La regola bollata di S. Francesco” e “Il messaggio del Santo Padre per La giornata Missionaria 2019”.  Queste due letture sono accomunate da una riflessione sul Battesimo, considerato come un nuovo inizio in Cristo e come l’avvio di una “missione” che ci indica di avere fede, in primis, e di diffonderla dove non vi è.

Dopo altri 2/3 km (arrivati ormai a metà del percorso) ci siamo ristorati nel piccolo paesino di “Altrocanto”, dove si è instaurato un clima molto bello di condivisione (di cibo e bevande) e di scambio di opinioni su quanto fatto fino a quel momento. Ripartiti più motivati e stanchi di prima, dopo un ultimo momento di preghiera in cui abbiamo ascoltato la passione missionaria dei santi frati martiri Berardo, Pietro, Adiuto, Accursio e Ottone, uccisi in Marocco, e degli apostoli. Da lì in poi è stato il pezzo più duro di camminata, perché il sonno oramai aveva dimezzato tutte le nostre energie e di certo la salita verso lo Speco non ci ha aiutato, però dopo circa un’oretta di viaggio, verso le ore 4.00, siamo finalmente riusciti ad arrivare alla meta, dove siamo stati accolti dai frati. Subito siamo stati condotti verso un altare accanto alla grotta, dopo una serie di rampe di scale scavate nella roccia, dove il vescovo Giuseppe Piemontese ha tenuto una bellissima Messa in onore di S. Francesco, ornata da altrettanti bei canti animati con passione da tutti i partecipanti e da noi ragazzi, che nonostante il freddo e la mancanza di energie abbiamo seguito con passione. Il pellegrinaggio si è concluso verso le 6.00 di mattina con una colazione offertaci dai frati e un momento finale in cui stare tutti insieme per poi riprendere ognuno la via di casa, però questa volta in macchina.

Come mia prima esperienza, posso dire che è stata molto bella! Fin dal principio sono partito un po’ scettico, perché dubbioso della mia capacità di rimanere sveglio e vigile nella notte, ma alla fine avevo deciso di intraprendere questa avventura insieme a un gruppo di amici della parrocchia di Gabelletta. Alla fine del percorso posso dire: “lo rifarei di nuovo!” perché oltre ad esser stato un bel cammino, ho trovato molti spunti di riflessione personale, nonostante la stanchezza fisica, le costanti allucinazioni date dal sonno e i perenni 10 gradi della notte, e ho rafforzato molto i legami con le persone che mi stavano accanto e hanno provato quello che ho provato io. Posso dire con certezza di non essere ancora maturo per comprendere totalmente quello che fece S. Francesco, ma sicuramente mi sono trovato ispirato dalla sua vita fatta di sforzi e fatica e dalla sua passione missionaria, riscoperta durante questo pellegrinaggio.

Matteo Cesarini

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