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Il Natale: un tempo propizio

Dio – Potenza si chiama questo Bambino.
I
l Bimbo nella mangiatoia  non è altri che Dio stesso.
Affermazione più grande non può essere fatta:  Dio divenne un Bambino.
(D. Bonhoeffer)


Frati Minori che custodiscono questo meraviglioso Santuario, si sono impegnati non poco in questo “Tempo Forte” per rendere accogliente e ospitale il Convento sempre più amato da tantissimi fedeli, affezionati al luogo e alla spiritualità francescana.  Questo “Tempo Forte” che comprende l’Avvento e il Natale, è così chiamato, perché esprime tutta la sua Bellezza e Grazia nelle sue Divine liturgie.

Siamo partiti il 29 Novembre, proponendo una NOVENA all’IMMACOLATA CONCEZIONE conclusasi il 7 Dicembre sul Tema “dell’AVE MARIA”. Una Preghiera che sta tanto al cuore dei fedeli cristiani, quanto alla Tradizione della Chiesa. Maria è la Donna dell’Avvento, dell’Attesa e c’insegna che non basta Accogliere la Nascita del Signore, bisogna prima saperlo Attendere, creando spazi di silenzio e pace intorno a noi.

Nei Venerdì di Avvento, la fraternità del Sacro Speco ha recitato la Corona francescana con i fedeli presenti, detta anche delle “sette gioie di Maria” per chiedere la potente Benedizione della Vergine Santa. E’ un Rosario particolare, in cui sono raccolte le Beatitudini della Vergine che nel 1442 apparve ad un giovane novizio francescano.

Sull'esempio del padre san Francesco, che volle vedere con i suoi occhi la Natività del Bambin Gesù nel Presepe di Greccio, anche noi francescani ci siamo adoperati per allestire più presepi nei diversi luoghi del santuario. Il Presepe prepara il cuore del credente al calore del Natale e a vivere la sua giusta atmosfera di gioia e di stupore. 

Si arriva poi alla settimana che precede la SANTA NOTTE, con i Vespri solenni e le “ANTIFONE O”.   SETTE ANTIFONE cantate in gregoriano e che indicano il numero della perfezione e anticipano il Canto del Magnificat, della Vergine Maria. Queste Antifone sono chiamate “O”, perché questo vocativo indica il Cuore commosso, pieno di stupore, di colui che contempla il Dio ormai vicino, il “mistero nascosto nei secoli”.

Sapientia; Adonai; Radix; Clavis; Oriens; Rex; Emmanuel . Invertendo l'ordine delle iniziali di questi vocativi, si forma una frase in latino, ERO CRAS, che significa “CI SARÒ DOMANI” che ci fa percepire che il Natale è ormai prossimo.

Ed eccoci alla Notte Santa! La Chiesa dello Speco è gremita di fedeli e i frati si preparano per la grande celebrazione. Una Liturgia semplice ed essenziale, preceduta dal Canto dei Salmi e le letture vigiliari dell’Ufficio, “mentre nell’aria si respirava un grande silenzio che avvolgeva il cuore della notte.” Il suono della piccola campanella, richiamava l’attenzione dei fedeli al Gloria degli Angeli che annunciavano ai Pastori, la nascita del Salvatore.  Al termine della Celebrazione Eucaristica, ci siamo avviati verso la grotta di san Bernardino percorrendo la scala della Via Crucis con i flameaux accesi e con canti di lode. Arrivati nella grotta abbiamo avuto modo di ascoltare la lettura toccante e commovente del Presepe di Greccio tratta dalle Fonti Francescane a cui ha fatto seguito il tradizionale bacio del Bambinello e la solenne Benedizione del Natale.

Al termine della Santa Messa, abbiamo condiviso un pò di panettone e di spumante nel refettorio dei frati, scambiandoci gli auguri con le tante persone accorse per la solenne celebrazione. Un po' di canti e festa insieme hanno poi rallegrato la Notte Santa del Dio fatto Uomo. 

Ma la fraternità del Sacro Speco non si è limitata semplicemente alle Sacre e Sante Liturgie Natalizie. Si è voluta esprimere anche in una perfetta comunione con i carissimi ospiti della Foresteria  e con gli amici fedelissimi, innamorati dello Speco e che ogni anno immancabilmente sono presenti dando vita e preghiera alla nostra fraternità. Abbiamo pranzato, cenato e condiviso momenti bellissimi di festa. Cosa possiamo chiedere di più se non questa piacevole comunione fatta di semplici gesti, e con il solo e semplice scopo di condividere un po' di tempo fraternamente insieme? Vorrei ringraziare a tutti, a nome della fraternità, per il bene che essi sono e per il bene che essi faranno. Resteranno sempre nel cuore di Dio.

Come non parlare della tombolata di sabato 28 di Dicembre con i nostri ospiti? Ricchi premi e tante risate al punto che, il nostro santuario, si poteva considerarlo un “convento in festa”.

E poi, ancora, un momento santo e prezioso: “L’Ultimo dell’Anno”, in cui abbiamo voluto dare vita ad una Veglia di Preghiera, per salutare l’anno vecchio e abbracciare il Nuovo, con tante belle speranze di pace che portiamo nel Cuore. La preghiera è iniziata alle 22.30 ed è terminata precisamente a Mezzanotte.

Il tema della Veglia è stato “Un Tempo Per…” , prendendo spunto dal bellissimo libro del Qoèlet.  Come Frati abbiamo voluto giocare sul Tempo, non quello della Vanità di cui parla il Qoèlet, dove tutto è futile, e nulla di nuovo c’è sotto il sole e che tutto evapora nella nullità, ma su quel Tempo che è invece tanto prezioso agli occhi di Dio e alla nostra umanità. Un TEMPO PER PREGARE, un TEMPO PER LAVORARE, un TEMPO PER LA RELAZIONE e un TEMPO PER LA CARITA’. Questi momenti di meditazione sono stati impreziositi da alcuni video con le testimonianze di santi a noi contemporanei.

Questo è, fratelli, il Tempo che Vince il Mondo! Un Tempo vecchio, è vero, perché esiste da sempre, ma è sempre Nuovo per chi non lo ha mai vissuto. Questo Tempo che abbiamo pregato e meditato, è un Patrimonio d’Amore che vogliamo augurare a tutti i presenti alla Veglia e non, per Vivere la Bellezza di un Santo Anno 2020 che, se vissuto secondo questi Tempi, farebbe impazzire il Signore di gioia e felicità nella Gloria del Cielo.  

 Grazie a tutti e forza, sempre, dalla fraternità  del Sacro Speco di San Francesco in Cristo Gesù, Nostro Signore, Amen!


p. Claudio Festa, ofm

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