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La bellezza della "distanza"

In questo tempo di grande difficoltà e di lontananza fisica, il Signore ci incoraggia a non perdere la Speranza e a confidare in Lui che fa nuove tutte le cose.       

E’ veramente nuovo il tempo che stiamo vivendo e diverso, come in gran parte del mondo, chiamati a “Stare in Casa” e a “Distanza gli uni dagli altri”, onde evitare il cattivo contagio dal male. Nuovo e diverso anche per noi, frati del Sacro Speco, questo tempo in cui ci siamo adeguati alle nuove e provvisorie norme di vita.                                       

Il nostro Santuario, Casa di Preghiera, proprio perché distante dai centri abitati, ci facilita il compito di conservare un clima di distacco e di profondo silenzio, proprio come amava Francesco d’Assisi che con i suoi compagni, nel lontano 1213, saliva in questo santo luogo, lasciandosi accendere nel cuore e nell’anima, con la gioia e il sospiro della pace di Dio.

Il nostro pensiero comune è stato quello di sentirci comunità privilegiata, per puro dono del Signore, vivendo i nostri momenti di preghiera personale, liturgie e servizi vari, avvolti nella bellezza di una natura incontaminata e piena di vita. Privilegiati perché godiamo di questi vantaggi in un momento così delicato, difficile e di profonda incertezza. Vantaggi da non sciupare, ma da viverli in pienezza, con la consapevolezza non solo della grazia ricevuta, ma anche e soprattutto per il rispetto verso tutte quelle persone che lottano in precarie condizioni di vita, nella sofferenza fisica e nella situazione economica, mentre altri ancora, in quarantena, contagiati dal cattivo Virus e lontani dalle proprie famiglie.

Che cosa fare in questo contesto difficile?

Abbiamo pensato soprattutto di vivere le nostre celebrazioni liturgiche in diretta streamig, per consentire alle tante persone che ci conoscono di sintonizzarsi con noi sia nelle Celebrazioni Eucaristiche, sia al Vespro come anche per l’Adorazione Eucaristica e piccole riflessioni su questo Tempo santo Pasquale. Offrendo tutte le sere, alla conclusione del Vespro, la nostra preghiera, così chiamata “nel tempo della fragilità”, per tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, per i medici, infermieri e tutti, curanti e volontari, che combattono in prima linea, affidandoli tutti a Colui che è il Signore della vita perché nel suo grande amore, liberi il mondo da questa terribile epidemia.

Certamente per noi è stato difficile non avere al nostro fianco i cari “Amici dello Speco”, i nostri “cantori”, e i tanti abituè, ovvero, tutti coloro che da anni ci seguono con affetto nelle nostre liturgie, e catechesi, alternando anche momenti divertenti di agape fraterna, preghiere e Messe Domenicali. A tutti loro e a quanti ci seguono, va il nostro affettuoso abbraccio e la nostra benedizione.

Aggiungo anche con affetto, la nostra piccola parrocchia di san Biagio in Vasciano, di cui sono parroco e che da 2 mesi non ricevono un conforto religioso se non attraverso messaggi e chiamate telefoniche. Anche a loro il nostro fraterno abbraccio e tanta speranza nel rivederci presto più da vicino.

“DISTANZA DALL'ALTRO

Concludo, carissimi, cogliendo in questa parola, il suo lato giusto e positivo nella sua Bellezza. Infatti, la “Distanza dall’altro” indica soprattutto, a mio parere, che il tuo fratello è un dono e che come tale va rispettato. “Distanza dall’altro” perché ogni uomo e ogni donna, non sono tuo possesso e nemmeno oggetto del tuo piacere, ma nella propria libertà, ciascuno di essi appartiene a Dio. “Distanza dall’altro”, con un solo obiettivo nel “gareggiare amandoci” dandoci il giusto valore, il giusto onore e la giusta e santa benedizione. 

“STIAMO DISTANTI” perché la nostra vita, cara a Dio, torni a splendere!

“STIAMO DISTANTI” perché è un bene santo, oggi, affinchè il domani, torni ad essere bello, più puro, nella gioia e nell’abbraccio fraterno.


fra Claudio Festa

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